NON SO SE ESSERE PIU’ INDIGNATO OPPURE PIU’ INCAZZATO

TG del 04.04.2013

 

 

NON SO SE ESSERE PIU’ INDIGNATO OPPURE PIU’ INCAZZATO

Sono INDIGNATO di vedere il mio paese ISOLA DELLE FEMMINE ricoperto di munnezza in ogni angolo di strada, di piazza, di vicolo.

Sono INDIGNATO di vedere il mio paese ISOLA DELLE FEMMINE di mare a pochi passi da PALERMO ( la città STORICA), una località “ turistica”, piena di munnezza (pazienza il NATALE scorso, pazienza la Pasqua dello scorso anno, pazienza l’estate scorsa o meglio le estati scorse) purtroppo ANCHE questa Pasqua e Pasquetta, primi giorni primaverili, come da tradizioni dedicati alle prenotazioni per le prossime vacanze estive.

Sono INDIGNATO che NESSUN Cittadino Isolano sia PUBBLICAMENTE INDIGNATO che il proprio paese, anche in questi giorni di festa è UNA IMMENSA DISCARICA DI RIFIUTI A CIELO APERTO (anzi ho visto parecchi che approfittando dei cumuli di munnezza che si sono formati sotto le proprie abitazioni, ne hanno approfittato gettando i propri sacchetti direttamente dai propri balconi.

Sono INDIGNATO che NESSUN Cittadino Isolano con il sottoscritto sia PUBBLICAMENTE INDIGNATO per i tanti frigoriferi, cessi materassi mobili e tante altre mercanzie, accompagnati da escrementi a umani e di animali, che arredano la nostra scogliera (SIRINGHE a parte!!!!!!!!!!!!!! )

Sono INDIGNATO CHE nessun CITTADINO di Isola delle Femmine abbia ad INDIGNARSI per lo stato di degrado in cui versano le nostre poche aree verdi, verdi SI ma di erbacce ed arbusti di ogni genere

Sono INDIGNATO che NESSUN Cittadino Isolano con il sottoscritto sia PUBBLICAMENTE INDIGNATO per lo stato in cui versano le nostre strade praticamente non transitabili se non a rischio della vita e quando va bene a rischio di seri guasti meccanici.

Sono INDIGNATO così come lo è stato il COMMISSARIO GOVERNATIVO, per lo stato in cui versa il nostro patrimonio arboreo, alla villa bisogna fare attenzione oltre che ai marciapiedi pieni di buche e di dislivelli della pavimentazione, anche ai rami sporgenti in cui è incappata la Sua testa scendendo dalla macchina.

Sono INDIGNATO così come lo è la mia nipotina di pochi mesi che non riesce a passeggiare con per le vie del paese senza essere travolta dalle macchina. Ad Isola delle Femmine non vi è un solo marciapiede che si possa portare i BIMBI a spasso nel passeggino.

Sono INDIGNATO perchè NULLA è cambiato rispetto ad una mia lettera inviata, ad un fantomatico Sindaco, qualche anno addietro in cui tentato di descrivere il paesaggio di Isola delle Femmine. UNA sola cosa è cambiata. Non sono più in circolazione i pericolosi cani che scorazzavano a Isola delle Femmine spaventando e qualche volta mordendo qualche bambino!

Qualcuno mi ha fornito la risposta del perché  non si trovano più cani in circolazione a Isola delle Femmine: La crisi economica ha deliziato le nostre tavole di favolosi arrosti di……………..

Sono INDIGNATO quando leggo la relazione redatta dalla commissione di accesso agli atti al Comune del mio paese

Sono INDIGNATO  di vedere il mio paese ISOLA DELLE FEMMINE ricoperto di munnezza in ogni angolo di strada, di piazza, di vicolo.

Sono INDIGNATO di vedere il mio paese  ISOLA DELLE FEMMINE di mare a pochi passi da PALERMO ( la città STORICA), una    località “ turistica”,  piena  di munnezza (pazienza il NATALE scorso, pazienza la Pasqua dello scorso anno, pazienza l’estate scorsa o meglio le  estati scorse) purtroppo ANCHE questa  Pasqua e Pasquetta, primi giorni primaverili, come da tradizioni dedicati alle prenotazioni per le prossime vacanze estive.

Sono INDIGNATO che NESSUN Cittadino Isolano sia PUBBLICAMENTE  INDIGNATO che il proprio paese, anche in questi giorni di festa è UNA IMMENSA DISCARICA DI RIFIUTI A CIELO APERTO (anzi ho visto parecchi che approfittando dei cumuli di munnezza che si sono formati sotto le proprie abitazioni, ne hanno approfittato gettando  i propri sacchetti direttamente dai propri balconi.

Sono INDIGNATO che NESSUN Cittadino Isolano con il sottoscritto sia PUBBLICAMENTE INDIGNATO per i tanti frigoriferi, cessi materassi mobili e tante altre mercanzie, accompagnati da escrementi  a umani e di animali, che arredano  la nostra scogliera (SIRINGHE a parte!!!!!!!!!!!!!! )

Sono INDIGNATO CHE nessun CITTADINO di  Isola delle Femmine abbia ad INDIGNARSI per lo stato di degrado in cui versano le nostre poche aree verdi, verdi SI ma di erbacce ed arbusti di ogni genere

Sono INDIGNATO che NESSUN Cittadino Isolano con il sottoscritto sia PUBBLICAMENTE INDIGNATO per lo stato in cui versano le nostre strade praticamente non transitabili se non a rischio della vita e quando va bene a rischio di seri guasti meccanici.

Sono INDIGNATO così come lo è stato il COMMISSARIO GOVERNATIVO, per lo stato in cui versa il nostro patrimonio arboreo, alla villa bisogna fare attenzione oltre che ai marciapiedi pieni di buche e di dislivelli della pavimentazione, anche ai rami sporgenti in cui è incappata la Sua testa scendendo dalla macchina.

Sono INDIGNATO così come lo è la mia nipotina di pochi mesi che non riesce a passeggiare con per le vie del paese senza essere travolta dalle macchina. Ad Isola delle Femmine non vi è un solo marciapiede che si possa portare i BIMBI a spasso nel passeggino.

Sono INDIGNATO perchè NULLA è cambiato rispetto ad una mia lettera inviata, ad un fantomatico Sindaco,  qualche anno addietro in cui tentato di descrivere il paesaggio di Isola delle Femmine. UNA sola cosa è cambiata. Non  sono più in circolazione  i pericolosi cani che scorazzavano  a Isola  delle Femmine spaventando e qualche volta mordendo qualche bambino!

Qualcuno mi ha fornito la risposta del perché  non si trovano più cani in circolazione a Isola delle Femmine: La crisi economica ha deliziato le nostre tavole di favolosi arrosti di……………..

inviato da Pino Ciampolillo il 13 giugno 2002 12:02

A RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: LA RINASCITA DI ISOLA DELLE FEMMINE: E’ SUCCESSO E’ SUCCESSO E’ SUCCESSO

inviato da Pino Ciampolillo il 13 giugno 2002 12:02

E’ SUCCESSO!

Era uno dei soliti giorni in cui i pensieri affollavano la mia mente. Il cielo era grigio.

Nonostante avessi dormito a sufficienza mi alzai già stanco, sapevo che sarebbe stata una delle solite giornate in cui mi sarei lasciato vivere!  Se da una parte non me ne facevo un cruccio, dall’altra osservare la moltitudine dei pensieri che vagavano nella mia mente non mi faceva vivere bene il “fare niente”.

Assorto nei miei pensieri, passeggiavo per le strade di isola, i miei ricordi andavano ai grandi progetti di quando frequentavo l’università: cio che sarei stato! Sarei diventato una persona importante!  Avrei conosciuto tante persone di culture diverse, perche’ il nostro paese mi dicevano ha una forte vocazione turistica! avrei avuto un futuro.

Oggi non so, in termini temporali quando questo futuro verrà.  ciò che di certo ho conseguito è la mia brillante laurea.

ricordo ancora le parole di mio padre e mia madre:

“stai facendo un investimento sul tuo futuro, i sacrifici economici, le difficoltà che trovi nell’organizzazione dell’università, il problema dei trasporti per raggiungere Palermo per una qualsiasi necessità oltre che per frequentare l’università, l’umiliazione di dipendere economicamente dalla famiglia. tutto ciò ti sarà un giorno ripagato dalla società”.  Sono in via Falcone, quando sono riportato alla realtà dall’abbaiare dei cani randagi (sono trascorsi parecchi anni da quando abbiamo fatto una protesta perché il gran numero di cani randagi che avevano invaso il paese, ci avevano portato le zecche), nel cercare di evitare di essere aggredito dai cani mi rendo conto dello stato di degrado che mi circonda, per un attimo ho pensato ad una sorta di discarica pubblica.  non essendo questo posto un’eccezione devo decidermi a fotografare i tanti posti simili che si trovano ad Isola.

Per l’ennesima volta mi dico bisognerebbe agire, fare qualcosa, ma sono solo io che ho questa coscienza, nessuno capirebbe.  Sono sul lungomare e come facevo da bimbo cerco di individuare il punto in cui si congiunge il cielo con il mare, sono distratto dall’urlo di un ragazzo che è caduto dalla moto a causa di una buca del manto stradale, purtroppo il manto stradale delle vie di Isola è piena di buche, nel volgere l’attenzione a ciò che era avvenuto mi rendo conto dello stato di desolazione ed abbandono di tutta la costa.  Ricordo i tanti sogni che facevamo da ragazzi, su noi che avremmo valorizzato questa gran risorsa, come avremmo potuto rendere questo posto il nostro posto, come avremmo potuto renderlo ospitale con i tanti turisti in cerca di queste isole felici, sognavamo le opportunità di lavoro che avremmo potuto crearci.

Ma dove sono quei ragazzi con cui sognavo tutto questo?  Molto spesso sono preso da questi stati d’animo che io definisco “solitudine sociale”, uno stato d’impotenza, il non avere dei punti di riferimento con cui discutere ed affrontare le tante problematiche che affliggono e mettono in uno stato di umiliazione l’intera comunità di Isola.

Il palazzo luogo deputato a gestire e risolvere le tante questioni sembra essere molto lontano da noi.

Spesso con mio padre affronto di questi argomenti, di come vivere meglio il nostro paese.

Lui mi dice: “in passato in assenza di leggi i cittadini tentavano, magari attraverso le conoscenze, di affrontare individualmente ciò che più gli stava a cuore e ciò che otteneva per lui rappresentava il “favore della persona importante”. ma dopo anni di lotte i cittadini si sono conquistati degli strumenti che permettono loro il riconoscimento alla partecipazione, alla conoscenza oltre al coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica.

Vedasi: lo statuto comunale, le leggi sulla trasparenza e sulla

conoscenza di ciò che decide il palazzo….inoltre il palazzo assiste e

supporta i cittadini nelle più svariate iniziative: culturali-progettuali imprenditoriali-ricreative e a tale scopo che sono stati istituiti: lo

sportello unico, l’informagiovani….

Con la passione e l’amore che gli erano congeniali mio PADRE proseguiva: Voglio dirti ancora una cosa importante: noi abbiamo ancora l’idea che il comune sia un’ente esclusivamente assistenziale.  no!

Ora il comune oltre a difendere le fasce deboli della popolazione promuove anche sviluppo economico sociale e culturale della comunità, il tutto in un’ottica di programmazione e di pianificazione.  Ora ti è chiaro che per ottenere qualcosa non vi è più bisogno di rivolgersi a quella persona (importante).

Verifica pure se tutto ciò che ti ho detto corrisponde alla realtà”.  ma!!! sarà vero tutto ciò?

Ancora una volta mi dico: a chi interessa tutto ciò, sono solo io che ho di questi pensieri?

Come d’improvviso il cielo grigio sparisce e si fa largo il sole, il giorno è più luminoso e come d’incanto vengo attirato da un vocio che diventa sempre più intenso, vedo un gruppo di persone che si va sempre più ingrossando, innalzare cartelli e lanciare slogan. 4 vogliamo contare-vogliamo lavoro-vogliamo pulizia-più progetti-più turismo-più socialità-più feste…..

Conosco tutti, ciò mi riempie di gioia e solo in questo momento mi sto rendendo conto, che i miei pensieri sono i pensieri degli altri, e ciò che era solo il mio pensiero sta diventando una voglia di fare, di contare e di partecipare. Per se stessi e per l’intera comunità di Isola delle Femmine.

Si vuole essere partecipi del bene comune, nel rispetto della nostra storia, della nostra cultura delle nostre tradizioni popolari e del nostro territorio.

Sento parlare spesso, con una certa nostalgia, delle ingegnosità artigianali dei nostri nonni nel lavorare le reti, o nel costruire e riparare delle barche particolari, della lavorazione e conservazione dei prodotti del mare per non parlare delle nostre donne che si dedicavano all’arte del ricamo, il clima di socializzazione e scambio di esperienza dell’attività lavorativa trovava il suo culmine nelle varie feste in cui si coinvolgeva l’intero paese:

La sagra del pesce, la vampa di san Giuseppe, il giorno di San Pietro (patrono dei pescatori)……….insomma si creavano le occasioni per la festa e per stare insieme.

Pensandoci bene oggi nell’era di Internet, sarebbero delle ottime risorse economiche e turistiche da utilizzare.

I miei pensieri sono come le “semenze” una tira l’altra, a proposito di turismo, mi chiedo: qual è la ricettività alberghiera e la qualità dei servizi ad Isola?

Siamo consci delle nostre potenzialità e responsabili del nostro presente.

La voglia di fare e di chiedere.

Oggi è successo! E’ nata una nuova coscienza che intende dare forma

organizzativa a ciò che è un nostro pensiero comune

Il nostro futuro è oggi!!!!

Pino Ciampolillo

http://pinociampolillo.files.wordpress.com/2012/04/la-rinascita-di-isola-delle-femmine-e-successo3.pdf

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